sabato 4 ottobre 2014

Intenso come un ricordo di Jodi Picoult

Intenso come un ricordo di Jodi Picoult
"In ognuno di noi c’è un mostro; in ognuno di noi c’è un santo. Il nocciolo della questione è quale dei due coltiviamo, quale avrà il sopravvento sull’altro."


Titolo: Intenso come un ricordo
Autore: Jodi Picoult
Prezzo: € 16,40

Editore: Corbaccio
ISBN: 9788863807868

Trama: Sage Singer fa la fornaia ed è una ragazza solitaria, finché non stringe amicizia con un vecchio signore, Josef Weber. Insegnante in pensione, di origine tedesca, Weber è benvoluto da tutti nella piccola comunità in cui vive. Ma un giorno, contando sul rapporto di stima e affetto che li lega, Weber chiede a Sage un favore molto particolare: vuole che Sage lo uccida. Scioccata, confusa, la ragazza si rifiuta, ma non può rifiutarsi di ascoltare la confessione dell’anziano amico. Weber è stato nelle SS ed era fra le guardie di Auschwitz. E la nonna di Sage è una sopravvissuta ai campi di sterminio. Come si può reagire quando si capisce che la persona che ha di fronte incarna il male assoluto? Possibile cancellare un passato criminoso con un comportamento irreprensibile? Si ha il diritto di offrire perdono anche se non si è la vittima diretta di un’ingiustizia? E qualora Sage accogliesse la richiesta di Weber, si tratterebbe di vendetta o di giustizia?


Questo libro mi ha emozionato. Ho letto molto sull'Olocausto, è un tema che mi ha sempre toccato molto, soprattutto perchè relativamente recente. Ho letto per la prima volta il nome di Jodi Picoult sul titolo del libro "La custode di mia sorella" ma non ho comprato quel romanzo perchè non mi ispiravano nè titolo nè copertina, ora voglio comprare tutti e 23 i suoi scritti. Il suo stile mi ha reso difficile staccare gli occhi dalla pagina. Ma passiamo alla trama: è fantastica. Ti fa stringere il cuore e adoro tutti i personaggi. Certo, a volte sono nemici e fanno cose orrende (si parla pur sempre di nazisti) ma la Picoult li descrive in modo talmente umano che provo pena per loro. è il primo libro sull'Olocausto che non mi fa odiare tutti i tedeschi degli anni '40. Ti fa vedere che non tutti volevano il male per gli ebrei, tantomeno la loro morte. La storia però si svolge in ambito moderno con una protagonista che ha parecchi problemi, ognuno che porta un complesso e tutto questo si interseca con l'amicizia di un ex nazista che non farà che aggravare la situazione psicologica del soggetto in questione. Questo libro vale oggettivamente 5 stelle però io credo che non sia giusto mettere dei limiti al gusto, soprattutto per quando riguarda le arti, per questo calo di un voto, per me non doveva finire così il libro. Non voglio fare spoiler, ovviamente, ma la fine del romanzo o comunque le ultime 60 pagine non mi sono piaciute, non al livello di scritto, ma al livello di trama.
Il verdetto è...

Non doveva finire così, per me.




1 commento:

  1. Come te, anche a me è rimasto l'amaro in bocca con questo libro. Con la Picoult c'è sempre questo rischio! Comunque mi è piaciuto *-*

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